Simone Biles è la ginnasta che ha dovuto lasciare le Olimpiadi di Tokyo a causa di una malattia mentale poco conosciuta che colpisce gli sportivi, una parola che ora anche gli italiani conosceranno.

Si tratta del twisties, un improvviso senso di vuoto che colpisce un atleta durante una prova sportiva, un allenamento ma che può ripetersi anche in altri contesti. L’atleta ha avuto seri problemi durante un’esecuzione, quello che potrebbe sembrare un errore era in realtà generato da una sorta di malessere.

Nella ginnastica artistica è grave soffrire di improvviso senso del vuoto, l’errore infatti potrebbe essere fatale per la vita, per la salute. Anche in atletica, si conosce questa malattia, dobbiamo pensare che ci sono sport dove il corpo e la mente si devono abituare a saper affrontare l’altezza, i volteggi, salti molto alti.

L’abitudine alla fine allena a non sentire gli effetti di uno scombussolamento dovuto a esercizi in area o in terra eseguiti a forte velocità, il twisties è qualche cosa di diverso dal non essere allenati e quando colpisce un atleta durante le Olimpiadi è davvero un peccato. Anche perché, la cronaca ha portato alla luce particolari della vita dell’atleta molto tristi e gravi.

Descrizione dei Twisties

Simone Biles ha dichiarato che si deve salvare dai suoi demoni, così ha definito i twisties che in realtà sono risultato din un problema fisico e mentale molto serio. Vengono descritti come improvvisa dissoluzione del senso dello spazio, perdita di consapevolezza della propria presenza. Simon Biles ha ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà ma ha chiarito alle compagne che non vuole esibirsi per non rischiare di farsi male o fare qualch cosa di stupido, la salute al primo posto.

Il twistie si è manifestato al primo giro, “non sapevo dove mi trovavo nell’aria, mi sarei potuta bloccare”, anche le compagne hanno poi spiegato “ci è preso un colpo quando abbiamo capito quello che stava succedendo”. Dopo questa conferenza stampa ma anche collegato a quello che è successo a Biles, anche altre ginnaste hanno dichiarato di aver sofferto di twisties.

Le interviste di altre atlete e anche il supporto e le spiegazioni degli allenatori, hanno tirato fuori un quadro complesso nel mondo della ginnastica da volteggio. Anche in altre olimpiadi e mondiali ci sono atlete che hanno rischiato la vita o la gara per questo blocco mentale o distorsione dello spazio. Già, perché si tratta di una sorta di impressione o sensazione che scombussola anche dopo perché rimane il ricordo del blocco e della mancanza di controllo sul proprio corpo. Gli allenatori hanno chiarito che si affronta imparando a conviverci e, una volta che si scopre che si soffre di questa malattia, si riinizia come dall inizio la propria vita da atleta sportiva.

Non è solo una questione di gare saltate

La ginnastica artistica siamo abituati a vederla nella sua essenza coreografica, artistica e stilistica. Uno sport però ha dietro fatica, allenamento e tensione. Le gare sono seguite dai giudici, dai tifosi, dai bookmakers stranieri. Ogni gara è l’inizio di quella successiva. I Twistes sono creati anche dall’ansia, dalla pressione, dalla tensione che si vive, gli atleti sono abituati e allenati evidentemente la salute ricorda a tutti quanti che dietro un risultato c’è un essere umano che sta dando il tutto e per tutto della propria vita e della propria salute.

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