Noi Italiani amiamo il vino

Fare il vino, si sa, è un’arte. Possiamo aggiungere che si tratta di uno dei processi di trasformazione più antichi al mondo, per ottenere una delle bevande più apprezzate di sempre e per la quale noi Italiani siamo diventati celebri.

Chi ha voluto sperimentare la produzione del vino fatto in casa si è reso conto di quanto questo processo sia delicato. Non si tratta infatti semplicemente di pigiare l’uva e di attendere che il mosto si trasformi in vino. Quanti di noi hanno vissuto l’esperienza di assaggiare il “vino” fatto in casa da un nostro amico, che ci assicurava della genuinità del prodotto, per renderci poi conto che di vino proprio non si poteva parlare.

Negli ultimi tempi prende sempre più piede il trend del fatto in casa. Il campo enologico non fa eccezione. I kit per fare il vino in casa hanno infatti un prezzo piuttosto accessibile e consentono di ottenere dei risultati più che apprezzabili.

Per produrre quantità maggiori di vino è comunque necessario disporre di alcune attrezzature specifiche. In questo articolo parleremo proprio di queste.

Gli attrezzi principali per la produzione del vino

Partendo dalla campagna, chi ha imparato a fare un vino di qualità sa quanto sia importante raccogliere l’uva al momento giusto, quando si è raggiunto un grado zuccherino ottimale. E’ da questo parametro che dipenderà il grado alcolico del prodotto finito. Lo strumento preposto a questo utilizzo è il refrattometro ottico, semplice da utilizzare e che indica in pochi secondi il grado zuccherino negli acini d’uva.

Subito dopo la raccolta, il prodotto deve essere introdotto in un pigiatrice, in una diraspatrice o in una pigiodiraspatrice. Così come suggerisce il nome di questo attrezzo, si tratta di una vasca in grado di ottenere il mosto mediante una prima pigiatura degli acini d’uva. Nel caso della diraspatrice, vengono separati gli acini d’uva dai raspi. In alcuni processi di vinificazione si decide di lasciare a contatto gli acini con i raspi, visto l’elevato contenuto tannico di questi ultimi. Su agristorecosenza.it possiamo trovare tutto ciò che ci serve per il processo enologico.

Per ottenere il mosto lo strumento più utilizzato, forse il più conosciuto di tutti, è il torchio. Ne esistono di diversi tipi, e naturalmente la scelta andrà fatta in base al quantitativo di prodotto da lavorare ed al tipo di produzione che si vuole ottenere.

Il mosto viene poi raccolto nei tini, che di solito sono in plastica alimentare e sono conosciuti anche come mastelloni. E’ in questi recipienti che avviene la prima fase di fermentazione.

In un momento successivo, il vino conservato in contenitori in acciaio inox, soprattutto se si tratta di vini giovani che devono essere consumati durante l’annata. Per invecchiare il prodotto ed ottenere un vino di qualità superiore si utilizzano delle botti in legno, che conferiscono un sapore ed una fragranza ancora più piene e rotonde.

A questa attrezzatura si devono aggiungere gli strumenti cosiddetti da laboratorio, per verificare lo stato della fermentazione e la necessità eventuale di aggiungere alcune sostanze. I più importanti sono: il mostimetro di Babo, il densimetro e l’alcolometro.

A questo punto, avremo a disposizione tutto l’occorrente per produrre il nostro vino!

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *