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Premier League in rosso: i retroscena sul campionato più bello del mondo

La Premier League continua a rappresentare il campionato più ricco e seguito del calcio europeo, ma dietro i ricavi record si nasconde una situazione finanziaria sempre più complessa. La stagione 2024/25 ha prodotto un dato particolarmente significativo: secondo l’analisi di Deloitte, le perdite complessive ante imposte dei club della massima serie inglese hanno raggiunto 948 milioni di sterline, circa 1,1 miliardi di euro, contro i 135 milioni della stagione precedente. L’aumento delle perdite è stato quindi di circa sette volte, nonostante i ricavi abbiano raggiunto il livello più alto di sempre.

Il paradosso è proprio questo. Nella stessa stagione i venti club hanno generato complessivamente 6,8 miliardi di sterline di ricavi, con una crescita dell’8%. Per la prima volta gli incassi derivanti dalle partite hanno superato il miliardo di sterline, mentre quelli commerciali sono cresciuti del 13%. Deloitte prevede inoltre che i ricavi della Premier possano superare i 7 miliardi di sterline nella stagione 2025/26, anche grazie al nuovo accordo per i diritti televisivi nazionali. Il problema, dunque, non è la capacità di generare denaro, ma la velocità con cui quel denaro viene speso.

Il mercato dei trasferimenti costituisce una delle principali voci di questa escalation. Nel 2024/25 la spesa per i giocatori e l’assenza di plusvalenze straordinarie ottenute attraverso alcune cessioni hanno contribuito in maniera decisiva al peggioramento dei conti. Il debito netto complessivo dei club è arrivato a 3,6 miliardi di sterline, pari a circa 4,2 miliardi di euro.

Alcuni bilanci mostrano poi situazioni particolarmente pesanti. Il Chelsea ha registrato una perdita di circa oltre 300 milioni di euro, mentre altre società hanno fatto ricorso a operazioni tra entità appartenenti allo stesso gruppo proprietario per migliorare formalmente i propri risultati. Il caso riguarda, tra gli altri, Newcastle, Aston Villa ed Everton: transazioni relative a immobili, stadi o squadre femminili hanno prodotto ricavi contabili che hanno contribuito a ridurre le perdite dichiarate.

La pressione economica deriva anche dalla struttura stessa del campionato. La distanza finanziaria rispetto alle altre grandi leghe europee consente ai club inglesi di spendere cifre che altrove risultano difficilmente sostenibili, ma allo stesso tempo alimenta una competizione interna estremamente costosa. Non si tratta soltanto della corsa al titolo: qualificarsi alle competizioni europee significa accedere a ulteriori ricavi, mentre la retrocessione comporta un forte ridimensionamento delle entrate. Ogni posizione in classifica può quindi avere conseguenze economiche rilevanti. Tra le big è forse il Liverpool quella che si comporta meglio nei bilanci, ma in ogni caso le previsioni giornalistiche sul campionato e le specifiche scommesse riferite alla Premier League non possono fare a meno di tenere in considerazione pure i club più indebitati come il Manchester City e i già citati Blues.

Il tema è diventato ancora più evidente nel mercato estivo 2026. I club della Premier hanno superato i 4 miliardi di euro di spesa, più di quanto investito complessivamente da Italia, Spagna, Germania e Francia. La spesa netta ha raggiunto circa 1,57 miliardi di euro e 14 delle 20 società hanno superato i 100 milioni di sterline di acquisti. Quattro trasferimenti hanno inoltre oltrepassato quota 100 milioni di euro, mentre il solo Citizens ha superato i 500 milioni di spesa complessiva sul mercato.

Emerge così il rischio della cosiddetta “bolla”. La forza commerciale della Premier, i diritti televisivi internazionali e l’ingresso di grandi capitali hanno creato una disponibilità finanziaria che sembra quasi inesauribile. Ma ricavi elevati non significano automaticamente conti sostenibili: Deloitte ha registrato contemporaneamente un fatturato record e perdite record. Il debito netto da 3,6 miliardi di sterline della stagione 2024/25 rappresenta quindi il rovescio di una macchina sportiva capace di generare quantità enormi di denaro.

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